Sono i principali ingredienti dei detersivi e svolgono un ruolo importante nelle attività di rimozione dello sporco.
Sono composti organici costituiti da una parte idrofila (fase polare) che si lega all'acqua ed una parte idrofoba (fase
apolare) che tende a legarsi alla fase grassa dello sporco ed a solubilizzarlo. Possiedono inoltre la capacità di
ridurre la "tensione superficiale" nelle soluzioni acquose, cioé permettono all'acqua di penetrare meglio nelle
fessure, nelle trame dei tessuti, veicolare lo sporco e quindi aumentare il potere detergente.
La maggior parte dei tensioattivi utilizzati sono sintetici, quindi non presenti in natura. Essi si suddividono in 4
categorie in funzione della carica ionica della molecola:
Tensioattivi ANIONICI, costituiti da esteri carbossilici, solforici ed alchil solforici, fosforici, lattici,
citrici. Sono quantitativamente la parte predominante dei tensioattivi che si trovano attualmente sul
mercato. La catena alchilica alla quale è legato il gruppo solforico, o comunque un gruppo carico
negativamente, può essere ramificata (quindi più difficilmente biodegradabile) o lineare ( la nuova
generazione più facilmente biodegradabile). I più comuni sono SLES ( sodio lauril etere solfato, dove il
processo di sintesi è più sofisticato e la componente petrolchimica è data anche dalla parte eterea)
oppure SLS (sodio lauril solfato)
Tensioattivi NON IONICI, hanno la capacità di lavare a basse temperature e sono poco schiumosi. Gli
acidi grassi etossilati con catena lineare sono più facilmente degradabili. Inoltre l’acido può essere di
origine petrolchimica o vegetale.
Tensioattivi CATIONICI hanno carica positiva sono generalmente sali di ammonio quaternario dotati
di azione umettante e batteriostatica. Sono utilizzati per realizzare ammorbidenti e balsami per capelli.